Birre artigianali in Olanda: dove berle e quanto pagarle

Tutte da degustare!

In questo viaggio #EscapeInHolland #sailingholland ho bevuto tante di quelle birre artigianali che davvero non so come raccontarvele. O forse non le ricordo bene, he he!

Molte le ho addirittura portate a casa alla cieca, senza assaggiarle prima, e si nascondono in dispensa pregando di resistere col tappo almeno una settimana!

Le birre artigianali olandesi sono davvero molte. Forse un po’ meno conosciute delle classiche belghe ma alcune davvero degne di nota.

Io, grande amante ormai da un paio d’anni delle birre scure, ho trovato un sentore che qui le accomuna quasi tutte: l’affumicatura.
Che sia esplicitamente indicata sull’etichetta o meno, il gusto di affumicato è sempre ben percepibile e ha raggiunto il suo apice con la Snab Roock, da 6,5 gradi, una “Smoked extra stout porter”.

Decisamente più morbido e abbastanza dolce il gusto della Browerij’T IJ Struis da 9 gradi, un birrificio che propone una varietà di miscele davvero invidiabile!

Molti birrifici comunque vantano un campionario di varietà molto ampio.
Uno di questi è la De Leckere di cui ho assaggiato purtroppo soltanto la tripel Razende Swaen, una chiara doppio malto dissetante da 8 gradi.
Un altro è la Maallust: la Modie Madam Dubbel bier è una rossa da 6,7 gradi leggermente affumicata ma facilmente bevibile.

Verso il ristorante De Molen

Una proposta senza fine la troviamo anche al birrificio Le Molen, di Bodegraven. Particolarmente degno di nota in quanto vincitore di numerosi premi internazionali per la migliore birra olandese.
Noi andiamo direttamente a visitarlo, una mattina, prendendo il treno da Alphen aan den Rijn dove abbiamo ormeggiato la nostra houseboat e ve ne parliamo QUI.

Al Oudaen Staatkastel

A Utrecht ci rechiamo alla birreria Oudaen Staatkastel all’interno di un edificio storico arredato da sembrare un castello medievale. Online non si parla molto bene delle loro birre ma devo dire che non mi hanno deluso.
Io, ovviamente, ho scelto una scura, la Dubbele Dam, dal colore intenso ma dalla gradazione alcolica tollerabile. Filippo ha assecondato la sua vocazione per le weizen con una Ouwe Daen. Un break pomeridiano ve lo consiglio!

Le birre artigianali di Gouda

A Gouda invece capitiamo proprio nel pieno dei festeggiamenti per il Kingsday e proviamo due birre locali che però mi hanno lasciata mediamente indifferente, se non per il prezzo sopra la media.
La bionda Goudsch Tripel da 8 gradi e la Erasmus da 7,5 hanno sapori abbastanza insipidi e le trovo adatte ad accompagnare una buona pizza piuttosto che ad essere degustate come eccellenze artigianali.

La sesta birra olandese nel nostro viaggio

Tornando al tema di importanti gradazioni alcoliche, devo segnalare la Imperial bla bla bla, una rossa da 13,4 gradi.
Ma degna di nota anche la Grolsch Kanon (chiara da 11,6 gradi). Durante il suo acquisto, infatti, il commesso ci ha gentilmente avvisato che non si trattava di “light beer” e che ci sconsigliava di berla per strada! Noi abbiamo diligentemente ubbidito. E aveva ragione, i suoi gradi si sentivano tutti, e anche di più!

Beer shop a Gouda

Una curiosità è che le birre olandesi salgono di prezzo col salire della gradazione alcolica. Non vi è eccezione alcuna.
Nei locali potrete trovarle ad un prezzo onesto ma nel 90% dei casi vi verrà servita una piccola o al massimo una 33cl, anche draft.
Le medie sono rare, per non parlare delle pinte. Questo mi ha un pochino deluso eh… vedere in giro alla festa del Kingsday tutti ‘sti bicchierini da pivelli… 😉

I beer store sono molto più rari rispetto al Belgio ma comunque abbastanza convenienti. Lascia a bocca aperta trovare mitiche birre belghe come Chimay, Zot e Kastell a prezzi inferiori rispetto al Belgio (circa 1,30 euro).

Mentre al supermercato potrete trovare le marche più conosciute, sia belghe che olandesi, al prezzo più conveniente in assoluto. Addirittura la Gulpener pilsner, una normale pilsner da pasto, a soli 0,30 euro. Incredibile!

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2 comments

goodnightandtravelwell 20/05/2015 - 12:42

I miei commenti partono la metà delle volte con “ho fame”, questa volta dico “ho sete” 😀 So che ho provato una birra molto buona ad Amsterdam ma… il nome… blablabla (e chi se lo ricorda!)

Greta 20/05/2015 - 16:33

Ah ah ah bisogna seeeempre scriversi il nome da qualche parte o farse una foto all’etichetta PRIMA di iniziare a gustarsi una birra! 😛 Fidati! He he he!!

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