Le vaccinazioni richieste per i bambini in viaggio

L’età infantile non rappresenta una controindicazione assoluta ad effettuare viaggi internazionali tuttavia, in caso di patologie croniche o congenite, è importante sottoporre il bambino ad un controllo pediatrico per valutare i rischi e la possibilità di portarlo con voi.

Sull’importanza delle vaccinazioni è stato scritto e se ne è discusso in lungo e in largo.
Nonostante le numerose campagne allarmiste sugli effetti collaterali possibili (reazioni allergiche) e improbabili (secondo alcuni esisterebbe una correlazione tra i vaccini e l’autismo – ipotesi già di per sé assurda ed ampiamente smentita da studi scientifici), ognuno si è fatto una propria opinione a riguardo.[signinlocker]

[/signinlocker]Da Medico non posso far altro che implorare tutti voi genitori affinché vacciniate i vostri figli, ancor più se avete intenzione di portarli con voi in viaggio: persino le malattie esantematiche, erroneamente da molti considerate “banali” come il morbillo, la rosolia o la parotite, possono essere mortali o avere conseguenze gravemente invalidanti.

Nel caso vogliate partire con i vostri figli per un viaggio all’estero è bene sapere quali possono essere le vaccinazioni suggerite e quali obbligatorie, pena il rimpatrio o la quarantena!

Il calendario vaccinale italiano prevede vaccinazioni contro molti agenti patogeni: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophlilus Influenzae tipo B, pneumococco, meningococco C, morbillo, parotite, rosolia, influenza, varicella e papillomavirus (quest’ultimo consigliato alle bambine dopo gli 11 anni per prevenire il cancro dell’utero).
Più recentemente sono state introdotte le vaccinazioni per meningococco B e la vaccinazione quadrivalente contro i sierogruppi A,C,Y, W-135 del meningococco (sostituisce quella contro il solo meningococco C).

Queste vaccinazioni sono adattate alla nostra realtà, ma…

I vaccini fatti ai bambini in Italia sono efficaci anche per viaggi all’estero?

Sì, ma in alcuni casi non bastano.

La strategia vaccinale andrà scelta insieme al Pediatra in base all’età del bambino, ad eventuali e concomitanti fattori di rischio, alla meta del viaggio, al periodo dell’anno e alla durata della permanenza nelle zone a rischio.

In linea di massima, per un bambino in buono stato di salute e di età superiore ai 12 mesi, non esistono controindicazioni assolute ai viaggi anche in aree a rischio per determinate malattie infettive quali il colera, l’epatite A, la malaria, la Dengue, la febbre gialla, la meningite da meningococco, l’encefalite da zecche, l’encefalite giapponese e la rabbia.

Per i bambini sotto i 12 mesi di età, l’unica vaccinazione extra raccomandata per viaggi in aree a rischio è quella quadrivalente contro il meningococco (sierotipi A,C,Y e W-135).

La febbre gialla

Alcuni Stati, a rischio di diffusione o contagio di febbre gialla, possono richiedere il certificato vaccinale anche a bambini di 9 mesi (il vaccino si può somministrare già a 6 mesi d’età ed è efficace per 10 anni) solo nel caso che l’itinerario del viaggio vada a toccare alcune aree a rischio (zone forestali del Sud America, Panama, Kenya continentale, Etiopia, Niger), oppure in caso di provenienza da Paese in cui la febbre gialla è endemica (Cina).
In questi casi è bene sempre contattare l’Ambasciata in Italia o consultare il vostro Pediatra per avere chiarimenti a riguardo, onde evitare di esser respinti, internati o rimpatriati.

In tutti i casi è bene conoscere il proprio nemico, perché prevenire il contagio è l’arma di difesa più efficace.

La prevenzione contro le punture di insetti è sempre la prima arma di difesa!

La malaria e la dengue

La malaria  e la febbre dengue, le malattie più pericolose per i bambini sotto i 14 anni, si contraggono con le punture di zanzare nelle ore crepuscolari (alba e tramonto), mentre la febbre gialla è trasmessa per lo più da zanzare diurne: prevenire le punture di insetti è importantissimo, ancor più nei casi in cui la chemioprofilassi o la vaccinazione non si possa o non sia stata effettuata.

Il tifo

La febbre tifoide (il vaccino è disponibile solo per bambini con più di 2 anni), l’epatite A e la diarrea del viaggiatore si trasmettono per via orale con l’ingestione di cibi o bevande contaminate.
Attenzione all’igiene alimentare (e anche delle vostre mani!) e a consumare solo cibi cotti e acqua confezionata nei paesi a rischio.

Il colera

Per il colera è disponibile un vaccino orale, ma è raccomandato più per adulti che svolgono missioni in zone endemiche che per i bambini.

La tubercolosi

La tubercolosi si trasmette per via aerea da un soggetto malato in fase attiva. Sebbene esista un vaccino somministrabile fin dai primi giorni di vita, a meno che non vogliate portare i vostri figli piccoli a visitare un cronicario in Africa, non è quasi mai richiesto o raccomandato.

Le zecche sono un pericolo non solo per i nostri amici a 4 zampe

La puntura di zecche

L’encefalite da puntura di zecche è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale. Non bisogna andare lontano per esser a rischio: è presente in gran parte dell’Europa Centrale (Austria, Lettonia, Estonia e Lituania, Repubblica Ceca, Ungheria e Russia). Sono stati registrati diversi casi anche in Italia, in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige.
Sebbene esista un vaccino, è raccomandata la prevenzione dal morso di zecche (repellenti, scarpe chiuse, pantaloni e maniche lunghe se si prevedono escursioni nei boschi).

L’encefalite giapponese

Il vaccino contro l’encefalite giapponese, i cui sintomi e danni sono simili all’encefalite da morso di zecche, è indicato solo in caso di soggiorno prolungato (oltre i 3 mesi) in zone rurali dei paesi del sud est asiatico (Cina, Giappone, Filippine, India, Laos, Myanmar, Vietnam, Corea, Nepal, Thailandia, Sri Lanka) e va reperito presso le autorità nazionali tramite una richiesta speciale.

Non solo volpi, ma anche pipistrelli, lupi e rapaci possono trasmetter la rabbia anche senza mordervi.

La rabbia

La vaccinazione anti-rabbia è raccomandata in caso di escursioni avventurose (trekking, climbing, speleologia…) in Paesi in cui la malattia virale è endemica e non vi siano ospedali nelle immediate vicinanze. Il piano vaccinale prevede la somministrazione di più dosi, quindi è meglio richiederla per tempo prima della partenza!

Un eventuale morso di animale infetto o la comparsa dei tipici sintomi neurologici associati a scialorrea (bava alla bocca), non dispensa la vittima dal recarsi nel più breve tempo possibile in un ospedale per la somministrazione dell’immunoglobulina antirabbica.


In tutti i casi, dopo un soggiorno prolungato all’estero o in paesi a rischio, è sempre consigliata una visita medica al ritorno dal viaggio (la raccomandazione non vale solo per i bambini!).
Sarà il Medico curante a valutare la necessità di effettuare successivi esami diagnostici, specialmente in caso di comparsa di sintomi (febbre elevate, esantemi, diarrea persistente): alcune malattie (malaria, parassitosi o leishmaniosi) possono manifestarsi anche a distanza di settimane o mesi.

Maggiori informazioni sul sito del Ministero della Salute: www.vaccinarsi.org

 

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