Viaggi e concerti: intervista ad un appassionato

L’estate è periodo di concerti. Cover band invadono le piazze dei paesi, grandi artisti internazionali riempiono gli stadi. Mi torna in mente un vecchio amico, compagno di scuola, che al liceo era solito regalarmi musicassette per il mio compleanno. Lui sì che è un appassionato di musica, di concerti, di festival e suoni che riempiono di emozioni.
Siamo ancora in contatto, siamo rimasti buoni amici, ed ecco l’idea di intervistarlo.
Solo poche domande sono sufficienti a rivelare un viaggiatore nascosto che sa rincorrere la grande passione per le note attraverso Paesi, città, persone a volte molto lontani da casa.

1. Dai tempi del liceo, chi sei diventato oggi?

Mi chiamo Giorgio, lavoro ormai da una decina d’anni al Labirinto, un negozio di musica, libri e arte e sono da sempre un appassionato di concerti. Negli anni ho avuto modo di partecipare a molti concerti all’estero, per citarne solo alcuni il Festival di Roskilde in Danimarca, il Locarno Moon&Stars in Svizzera e l’Hard Rock Calling Festival di Londra. Ho visto concerti dal Portogallo alla Norvegia, passando per Francia Inghilterra e Spagna, e devo dire che l’accoppiata viaggio+musica è davvero piacevole.

2. Un concerto in Italia o in Europa, un’occasione oppure un pretesto per un viaggio?

Direi un po’ entrambe le cose. Innanzitutto per me è un’occasione: in Italia purtroppo non esistono i “festival” così come li intendono all’estero, e questi viaggi offrono l’occasione di vedere moltissimi artisti che altrimenti non sarebbe possibile vedere dalle nostre parti.

L’Hard Rock Calling di Londra si tiene ad Hyde Park

D’altra parte la scelta del festival è inscindibile dal luogo in cui si svolge e da quello che potrei fare o vedere a parte il concerto: ad esempio per la scelta dell’Hard Rock Calling ha pesato tantissimo il fatto che fosse a Londra, o meglio ad Hyde Park. Con i costi di trasporto ormai davvero bassi poi m’è capitato di scoprire che mi conveniva andare in Spagna a vedere Bruce Springsteen piuttosto che a Napoli: misteri delle low-cost!

I Pavement al Roskilde Festival, Danimarca

3. Tra le numerose opportunità musicali, qual è secondo te il concerto perfetto, quello per cui vale il viaggio?

Dopo parecchi anni passati in giro per concerti credo che quello che rende un concerto veramente speciale è l’atmosfera che si crea nel momento in cui il musicista sale sul palco e “interagisce” col pubblico e l’ambiente.

Il famosissimo palco del Roskilde

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio: ricordo un concerto al Festival di Roskilde, erano i Motorpsycho ed il concerto è iniziato alle 2 di notte. Verso la fine del concerto iniziano a spuntare i primi raggi di sole, la band se ne accorge e cambia al volo la scaletta per inserire un brano adatto all’atmosfera. Beh, questo è uno di quei momenti che trasformano un concerto nel concerto perfetto! Ovviamente un evento come questo non si può prevedere, ma cerco sempre di “indovinare” quale sarà la serata migliore, come quando sono andato a Vienne (vicino a Lione) a vedere gli Who: avevo scelto quella data perché si svolgeva in un anfiteatro romano molto bello, e non potevo immaginare che la band, a fine tour, scegliesse proprio quella data per un album dal vivo. Senza saperlo avevo visto la loro serata migliore!

L’anfiteatro romano di Vienne, vicino a Lyon

4. So che, come noi, sei un viaggiatore fai-da-te. Alcuni consigli per risparmiare?

Non saranno consigli molto originali, ma quello che raccomando, soprattutto per i viaggi musicali, è muoversi per tempo: c’è da procurarsi i biglietti per il concerto e quelli, come succede ad esempio per i Festival più importanti, vanno esauriti in un attimo. Con i biglietti acquistati bisogna poi subito prenotare il pernottamento, altrimenti i posti più comodi e più economici spariscono. Paradossalmente i trasporti sono l’ultima cosa che prenoto: basta muoversi un paio di mesi prima e i prezzi sono ancora ottimi.

I Social Distortion live al Roskilde

Infine un suggerimento: diffidate sempre un po’ dalle offerte: m’è capitato di trovare pacchetti scontatissimi che a conti fatti si rivelano più costosi di una prenotazione normale, quindi occhio!


Ci credete che io non ho mai partecipato ad un festival in vita mia?
Le parole di Giorgio mi hanno definitivamente convinta: è il momento di iniziare!
L’idea giusta è arrivata con una guida completa e semplicissima da consultare, dove ho trovato i migliori festival in Europa per questa lunga (si spera) estate 2016!
E la vostra colonna sonora quale sarà?

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4 comments

claudia 07/07/2014 - 19:38

comincia, dai! te lo dice una che ha dovuto dormire 1 giorno e mezzo per riprendersi da un festival 😀

Greta 08/07/2014 - 10:58

Così non incoraggi molto il mio IO!!!!!

Simona 07/07/2014 - 12:32

Intervista fresca ed interessante ed ottime le dritte sui Festival europei, brava Greta!!

Greta 07/07/2014 - 15:11

Grazie Simo, un post un po’ diverso ogni tanto ci sta!! 🙂

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