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Civita di Bagnoregio

Civita, la città che muore e i borghi fantasma del Lazio

by Greta

Borghi completamente disabitati o trasformati in attrazioni per turisti. Rocche fatiscenti, vetri rotti, erbacce e televisioni accese. Ci sono alcuni luoghi che, una volta disabitati, hanno acquistato ancora più fascino.

Per appassionati o semplici curiosi, vi racconto tre borghi fantasma in provincia di Viterbo, nel Lazio.
Con un passato che forse li accomuna, oggi si presentano in modo completamente differente se non opposto, agli occhi di chi li va a visitare.

Civita di Bagnoregio, “la città che muore”

E’ stata definita “La città che muore” dallo scrittore Bonaventura Tecchi, che vi trascorse la sua giovinezza, ma non lasciatevi ingannare! Questo piccolissimo borgo medievale arroccato su uno sperone di roccia nel cuore della Tuscia laziale è curato e vivace, anche se conta soltanto 11 abitanti!
Certo, sicuramente aiutato dalle centinaia di turisti che lo visitano ogni giorno e dal biglietto di ingresso (5 euro) che sovvenziona pulizia e manutenzione.

Le case non sono affatto diroccate, i vicoli sono puliti e adorni di vasi di coloratissime ortensie. Colori vivaci ma anche vociare. Sì perchè non mancano botteghe e piccoli caffè dove prendere un aperitivo o un gelato rinfrescante. Sembra quasi una piccola oasi ricreativa, l’area formata dalle due piazzette principali.
L’affaccio sulla vallata dei Calanchi, dietro l’ultima fila di edifici, invece è mozzafiato e pare di trovarsi davvero nel nulla.

Prima di affrontare il lungo e ripidissimo ponte che vi porta a Civita di Bagnoregio (rigorosamente a piedi!), fate una sosta al belvedere, dinnanzi allo sperone di Civita.
E’ sicuramente la veduta più bella, direi unica, su questo borgo medievale costruito 2500 anni fa dagli etruschi e così amato da essere nominato tra i borghi più belli d’Italia.

Civita di Bagnoregio

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Celleno, il borgo fantasma

Il comune di Celleno, in provincia di Viterbo, conta poco meno di 1300 abitanti ma il suo borgo storico è deserto, non ospita più anima viva, tanto da meritarsi l’appellativo di “borgo fantasma“.
In effetti, varcato l’arco che ci permette di entrare nelle mura fortificate, non è rimasto molto: il Castello Orsini, il campanile della chiesa di San Donato e pochi altri edifici fatiscenti e mezzi crollati.
Da un momento all’altro ci si aspetta di vedere spuntare un bel fantasmino da una feritoia!

In realtà, durante la breve visita, qualcuno di vivo lo abbiamo incontrato. Si tratta di tre pacifiche pecore con tanto di campanaccio che stavano beate a godersi l’ombra, sotto ad un arco di mattoni. Tenere e perfettamente integrate nell’ambientazione.

Come Civita, anche il centro storico di Celleno si trova arroccato su uno sperone di roccia tufacea, a 341 m slm. Attraversando il borgo fantasma si raggiunge una breve passerella in legno che si affaccia su un territorio naturale ampio e selvaggio chiamato Infernaccio.

Il mio consiglio? Appena disceso il ripido selciato che vi riporta fuori le mura, prendetevi un pausa al piccolo bar con tavolini all’aperto. Prosecco ghiacciato a 2 euro e squisiti tramezzini fatti al momento.

Celleno Celleno Celleno Celleno Celleno Celleno

Chia

Chia è una frazione di Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo. Si tratta di un borgo di circa 400 persone posto a circa 300 m slm il cui nucleo storico risale circa al 1100.
Il borgo antico oggi si trova in avanzato stato di degrado ma viene apprezzato in quanto conserva ancora la sua pianta originale ed ha notevole interesse storico.

Io ho percepito una strana sensazione curiosando tra i viottoli sporchi e con tante erbacce. Il borgo di Chia è in buona parte diroccato eppure le case, anche le più fatiscenti, hanno segni di essere abitate. Panni stesi, biciclette arrugginite, giochi per bambini in giardino, televisioni accese. Ecco, proprio questi segni di “civiltà” a tratti spaventosi me l’hanno fatto sembrare ancor di più un borgo fantasma! Che poi io di persone non ne ho proprio viste, eh!

I boschi della zona sono disseminati di antiche tombe rupestri e non lontano da qui si trova la zona archeologica di Santa Cecilia (comune di Bomarzo, come il Sacro Bosco).

Chia Viterbo Chia Viterbo Chia Viterbo Chia Viterbo

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