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La mia esperienza in un onsen giapponese

by Greta

Non sono una grande amante delle terme e dei centri benessere ma in viaggio mi piace poter provare il più possibile di quel che è la tradizione locale.
Prenotiamo un hotel che da Booking ci pare un riokan. In realtà, l’Harataki hotel è quasi una struttura di lusso in quel di Higashiyama Onsen, località famosa e frequentata grazie alle terme molto amate dai giapponesi.

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Higashiyama Onsen

Le strutture dedicate al benessere termale si chiamano proprio onsen e somigliano molto ad un bagno termale come lo conosciamo noi. Il rito però, qui nei Paesi d’oriente, emana un fascino tutto speciale.

Qui nessuno parla inglese, tantomeno italiano ovviamente. Ci guardano come provenire dalla luna e ci dimostrano di non aver mai visto in volto un italiano. Questo ci lusinga ma obiettivamente crea anche qualche problema perchè pure noi non sappiamo parlare la loro lingua e vorremmo evitare magistrali cafonerie durante i bagni.

Harataki hotel

La nostra stanza all’Harataki hotel

Ci accompagnano alla nostra stanza che è ben più grande di quelle cui ci hanno abituato gli hotel per occidentali ma sorge immediatamente un dubbio: dov’è il letto?
La notte prima, alla guesthouse Stay Nikko, avevamo già preso confidenza con i futon ma almeno erano presenti e ben visibili a terra.

Non ci allarmiamo e decidiamo di concentrarci sull’onsen per il resto del pomeriggio.
Scendiamo al primo piano in avanscoperta. Fil dice di aver capito tutto dopo aver infilato il naso nel settore uomini. Nulla a che vedere con il traumatico hammam marocchino provato a Marrakech!

Torniamo in camera e riscendiamo all’onsen con piccola salvietta dedicata e kimono/accappatoio.

Harataki hotel

Pronti al nostro primo onsen

Filippo entra deciso nel settore uomini. Io, un po’ meno convinta, in quello femminile.
Sono sola. Questo mi tranquillizza un pochino: posso prendere confidenza col luogo senza fare gaffes assurde.

Qualche informazione l’avevo presa da Orizzonti, il blog di Patrick, un collega amico esperto e amante del Giappone. Su “Piccola guida agli onsen” spiega per filo e per segno il funzionamento di un onsen grazie alle sue numerose esperienze.
Qui vi racconto la mia di esperienza, al femminile.

Kurokawa Onsen (Foto di David McKelvey)

Kurokawa Onsen (Foto di David McKelvey)

Dopo essermi spogliata completamente nuda e aver riposto il kimono in una cesta, entro nella stanza con consolle per lavarsi e piscina termale.
E’ infatti obbligatorio lavarsi a fondo e a lungo prima di immergersi nelle piscine. A disposizione una specchiera, un getto a doccia, cosmetici e saponi e uno sgabello. Molte si lavano anche i capelli se hanno intenzione di immergerli nelle vasche.

Takanoyu Onsen (Wikimedia commons)

Takanoyu Onsen (Wikimedia commons)

Dopo la lunga procedura che diventa quasi un rito, ci si può immergere nella vasca (a volte ce n’è più di una con diverse temperature dell’acqua) e rilassarsi. Portate con voi una piccola salvietta da poggiare sulla fronte ma che non dovrà mai toccare l’acqua!

Dopo le acque termali provate poco prima di Giordania (che raggiungevano i 60 gradi) ho trovato queste acque molto piacevoli, di un caldo gradevole e tollerabile.
Leggermente più fresca l’acqua della vasca esterna, graziosa e pittoresca con rocce disposte a creare un angolo di paradiso. Il panorama non manca, a picco sul torrente sottostante.

Hyotan Onsen (Foto di Everjean)

Hyotan Onsen (Foto di Everjean)

Poggio la nuca su una roccia e mi godo il contrasto tra corpo caldo e viso fresco. All’esterno ci saranno circa 12 gradi e la sensazione è più rilassante di quanto potessi immaginare.
Il vapore sale dall’acqua creando una atmosfera ovattata e un po’ mistica.
Se il caldo vi infastidisce, si può scegliere di alternare immersioni brevi a momenti di pausa fuori dall’acqua o in una vasca a temperatura più bassa.

Potete rimanere nell’onsen quanto più vi aggrada.
Per i clienti dell’hotel, l’esperienza è gratuita e la si può ripetere tutte le volte che lo si desidera dalle 10 alle 23. Per chi non è ospite è possibile pagare un ingresso.

Kinosaki onsen (foto di Indrik myneur)

Kinosaki onsen (foto di Indrik myneur)

A vostra discrezione se sciacquarvi dopo il bagno o asciugarvi direttamente.
Troverete altre consolle nello spogliatoio per truccarvi o asciugarvi i capelli. Con tutto il necessario. Cosmetici, spazzole, spazzolini, cotone…
Indosso di nuovo il mio kimono, torno in stanza e, sorpresa!, è sbucato un futon fatto di fresco!
Una buonanotte rilassata col sottofondo del torrente. La magia del Giappone.

 

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