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Quanto è bello ricevere una lettera in carta e penna?

by Greta

Alle prese con panne, calamaio, inchiostro e cera lacca…

In occasione del World Letter Writing Day (1 settembre), Viking ha pensato di proporre a me e ad altri blogger internazionali un progetto nostalgico ma tanto tanto coinvolgente.
Il mese corso tramite corriere ho ricevuto tutto l’occorrente per scrivere una lettera in… “carta e penna”.
Ma anche di più. Il kit, accuratamente selezionato da Viking, conteneva un sacco di utili accessori per personalizzare la corrispondenza con un nuovo amico di penna, anch’esso selezionato da Viking e a me ancora ignoto.

Il suo indirizzo infatti l’ho trovato tra buste, francobolli, penne colorate e timbrini…

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Si chiama Christine e vive in Portogallo ora, con la sua splendida famiglia. Dall’Irlanda hanno scelto di trasferirsi all’estero per dare nuove opportunità al figlio Alexander e da questa nuova avventura il blog personale di Cath (battlemum.com) si è trasformato in family travel blog.

La sua prima lettera mi è arrivata pochi giorni fa. E’ stato emozionante trovarla nella cassetta della posta, non mi capitava da tanto tempo. La sua carta da lettere personalizzata è carinissima e anche i tape colorati, le penne e i piccoli dettagli hanno reso tutto ancora più gradevole.

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Per risponderle ho utilizzato gran parte del materiale trovato nel mio pacco Viking: timbrini con tampone, tape viola, penne colorate.

Ma con la splendida penna d’oca con calamaio devo farci la mano meglio prima di utilizzarla in una lettera 🙂
Tanto divertente è stato anche utilizzare la cera lacca d’oro e il timbro personalizzato con la mia iniziale per sigillare la busta. Una via di mezzo tra un’amanuense e un’alchimista! Mi è parso di tuffarmi indietro negli anni. Tanto indietro, eh! Non solo a quando ero giovane!

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La scrittura ha sempre avuto un ruolo importantissimo nella mia vita. Scrivo diari da quando sono ragazzina (e ho ricominciato da poco, su carta eh!), ho sempre adorato i temi come compito in classe, e anche il mio lavoro oggi per una buona parte prevede la scrittura, anche se su supporti hi tech.

Ho avuto anche numerosi amici di penna non virtuali. Tra cui Hiroko, una coetanea di Tokyo, figlia di Chieko a sua volta amica di penna di mia mamma sin dall’età di 16 anni. Purtroppo non ho mai avuto modo di incontrarla di persona (mentre mia mamma sì, un paio di volte durante i viaggi di Chieko in Italia) perchè diversi anni fa hanno entrambe smesso di scriverci, senza alcun preavviso. Temiamo il peggio ma non siamo mai riuscite a scoprire la verità.
Resta anche questo legato al fascino della corrispondenza cartacea.

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