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Trekking Umbria

Scene da Cammino di San Francesco

by Federica Beretta

Ci sono episodi più o meno brevi, ma certamente intensi, che fanno un cammino. Scene memorabili perché goliardiche, problematiche che si dissolvono con la stessa velocità con cui sono nate, momenti speciali di unione con i compagni di cammino, e così via.
Ne elenco alcuni che chiamo “scene da Cammino” e riguardano le prime 5 tappe del mio viaggio.

Boschi avversi

boschi umbri

Boschi intricati nei quali diventa difficile orientarsi se i segnali GEA e TAO sono rari e poco visibili

È capitato un paio di volte a due coppie di pellegrini di perdersi nel bosco. La prima volta non l’ho vissuta personalmente, ma ero in contatto diretto con i ragazzi che dal bosco di inizio terza tappa cercavano di comunicarci la loro posizione GPS in cerca di indicazioni.
Tra pellegrini si instaura naturalmente un sentimento di fiducia reciproca. Ovviamente era impossibile dare suggerimenti sensati a distanza di chilometri ma grazie a whatsapp i due dispersi nel bosco sapevano che c’ero.
La provvidenza ha poi voluto che sentissero le voci di un’altra coppia in cammino che li ha guidati verso il sentiero perduto.

Via di Francesco

Ci vuole calma e sangue freddo! Recupero posizione GPS a tavolino per tornare a camminare in sicurezza

La seconda volta, a poche ore di distanza dall’episodio precedente, è successo a me e Ale.
Un sentiero mal segnalato ci ha prima attirato e poi abbandonato nel bosco di Germagnano.
In due, intanto, ho subito sentito che non mi sarebbe mancato sostegno.
Nella confusione sul da farsi ci siamo mossi casualmente per un breve tratto, poi confrontati e decisi a tornare indietro quanto bastava per trovare di nuovo la giusta via. Nel tornare a ritroso l’incontro con altri tre pellegrini che già conoscevamo e che ci hanno dato viveri e compagnia per riprenderci dall’affaticamento.
Morale: si può sempre contare su qualcuno, soprattutto se simile a te.

In camerata pronti a tutto

Lo spirito di adattamento ci viene richiesto ogni qualvolta si sceglie di pernottare in camerata con altri pellegrini. Il disturbo più comune deriva dal russare di qualche vicino. Portatevi sempre i tappi!
I letti spesso non sono ottimali, talvolta troppo stretti, magari brande pieghevoli e instabili, alcuni cigolanti, altri da condividere.
Stasera la signora tedesca della stanza accanto ha dato il meglio di sé in una russata degna di una registrazione audio da far girare sul gruppo whatsapp di noi già amici-pellegrini.
Io e Chiara condividiamo il letto da due sere e prima di addormentarci scherziamo molto, parliamo e aiutiamo la nostra amicizia a crescere.
Morale: sapersi adattare e saper scegliere fanno la differenza.

Camminando sotto la pioggia

La nuvola carica di pioggia è da mettere in conto in 8-9 giorni di cammino. Quando si scarica lentamente dona sollievo, ma quando rilascia secchiate d’acqua ti ritrovi a coprire lo zaino in men che non si dica e a indossare kway o cappa antipioggia.
La camminata si fa più scomoda ma il senso di libertà aumenta: tornano in gioco le sensazioni endorfiniche dei bambini che si divertono a camminare nelle pozzanghere, è concesso prendere tutta la pioggia senza riparare la testa che gronda d’acqua come quando si esce dal mare, il passo aumenta di ritmo e le tratte si fanno più brevi, il senso di sentirsi vivi è ineguagliabile!

Città di Castello

Nuvole minacciose lungo il cammino si sono scaricate a secchiate su di noi in direzione Città di Castello

Infine, la sensazione di sentirmi zuppa mi ha riportato alla mente episodi simili vissuti in contesti diversi: la pioggia tropicale presa d’improvviso a Miami Beach appena uscita da una lavanderia a gettoni, la pioggia fredda presa su una piroga in Senegal a Joal Fadiouth, il temporale estivo che ci ha fatti fuggire dalla spiaggia di Malika vicino a Dakar, la forte pioggia notturna di Golini (Kwale District – Kenya) durante la quale cadevano i cocchi dalle piante e sembrava si dovesse scoperchiare il tetto.
Idea: per non risparmiarmi nulla, mi hanno suggerito di sdraiarmi a terra sotto la pioggia e lasciarmi docciare. Non l’ho fatto oggi, ma lo farò!

Cene fuori programma

Arrivare al casale dove trascorrere la notte e, dopo 32 km di tappa di cui gli ultimi 5 a sognare una fiorentina, ritrovarsi ospiti di una comune di giovani vegetariani. Strana la situazione della comune, ma soprattutto… la mia bistecca con l’osso dov’è?!! Ovviamente ho mangiato ciò che c’era: pasta e fagioli, panzanella, rucola, pane, birra.
Dove: si tratta del casale di Candeggio, lungo la strada che porta a Pietralunga. Il prezzo del soggiorno con cena e colazione è di 30 euro, nemmeno da ospitalità povera secondo me.

Ferragosto in amicizia

ferragosto

Aperi-selfie con i compagni di cammino a Ferragosto

L’arrivo al b&b in mezzo ai campi, con il sogno di un tuffo in piscina che stava per svanire a causa dei nuvoloni minacciosi, è stato un miraggio. La decisione di fare comunque il bagno nonostante la pioggia è stata gagliarda. L’idea di fare l’aperitivo in piscina qualora fosse tornato a splendere il sole è stata… mia! Spritz per tutti e tanta felicità!
Song: l’estate addosso di Lorenzo.

Le giornate scorrono, i chilometri passano, le amicizie restano. Sono a +2. Ho già la mia vittoria!

 

Volete sapere tutto del mio cammino, fin dall’inizio?

Si parte da qui: “Il mio cammino inizia lasciandomi travolgere dagli eventi.”

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