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Arequipa, plaza de armas arequipa

Visitare Arequipa e il Monastero di Santa Catalina

by Greta

Arequipa – in quechua “la città dietro la montagna” – vale il viaggio grazie al suo centro storico, dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, con El Misti, il vulcano che domina la città, a far capolino alle spalle della cattedrale e per il Monasterio di Santa Catalina.

Arriviamo la mattina, dopo un viaggio sul cama coche così tormentato che ci meritiamo un breve riposo in un hotel del centro. Recuperate le forze ci lanciamo alla scoperta della cittá.

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I piccioni a Plaza de Armas

Plaza de Armas è un piccolo gioiello, rovinato solo dal forte traffico di taxi strombazzanti.
Insieme a Cuzco, sono le uniche città in Perù ad aver conservato perfettamente gli edifici cinquecenteschi nella piazza principale. Qui il bianco del sillar, la pietra vulcanica con cui sono costruiti gli edifici storici, la fa da padrone.

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Plaza de Armas

Ci dirigiamo a Casa Ricketts, oggi sede di una banca, per cambiare valuta: nel primo cortile con i gocciolatoi a testa di puma (ingresso libero), si apre un’interessante mostra di arte arequipeña.
Procediamo a zonzo nel raccolto centro storico e imbocchiamo l’ombreggiato vicolo dietro la cattedrale per un pranzo in uno dei tanti piccoli locali.
Ci sediamo ad un tavolino con ombrellone; il menù turistico non è male e il prezzo è tutto sommato accettabile.
Una “vasca” in Mercadares, la via dei negozi più alla moda, e un gelato artigianale cadono a pennello per la nostra giornata relax tanto ambita: il sole a mezzogiorno è forte e la temperatura è di 25 gradi, nonostante l’inverno e l’altitudine di 2800m.

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Plaza de Armas di notte

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Plaza de Armas di notte

La Casa de Cultura (o Museo de Santuario Andinos), ospita la famosa Juanita, la “fanciulla dei ghiacci”, la mummia di una ragazza di 15 anni offerta in sacrificio agli dei e rinvenuta intatta nel 1992 a 6000m sul Nevado Ampato.
L’ingresso (20S-6€) prevede all’inizio un interessante filmato di 20 minuti sulla “storia” di Juanita. Il tour guidato (alcune guide parlano anche italiano) dura meno di un’ora (l’ultimo parte alle 17:30), e culmina con la teca di Juanita: davvero emozionante! Peccato solo che non si possano scattare foto.
Le guide, per lo più studenti universitari volontari, al termine si aspettano una mancia, meritata!

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La cattedrale illuminata

La cattedrale, che la Lonely Planet indica come gratuita, in realtá lo è solo in orari limitati: lun-sab dalle 17 alle 19. In altri orari, è d’obbligo l’acquisto del biglietto del museo della cattedrale (10S-3€), che conserva paramenti e reliquiari seicenteschi.
Degni di nota il bellissimo lampadario, il pulpito in legno e il famoso organo “stonato”.

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I cortili del Monastero di Santa Catalina

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I cortili del Monastero di Santa Catalina

È buio e ci aspetta la visita più attesa: la visita notturna a lume di candela del Monasterio de Santa Catalina!
Non so dove Filippo abbia recuperato questa informazione ma è stata davvero la ciliegina sulla torta. Due giorni a settimana, il complesso rimane aperto per un paio d’ore dopo il tramonto e allo stesso prezzo si può effettuare una visita completamente al buio, illuminati esclusivamente da candele, lampade ad olio e camini. Ogni passo, fatto con cautela per non inciampare nei numerosi gradini o nei ciotoli delle vie, ci immerge nell’antica realtà quotidiana, quando la giornata veniva scandita dalla luce del sole.

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La cucina privata di una cella

Il Monastero è una vera e propria cittadella all’interno della città. Il cortile con la cappella e le piccole celle dedicate alle novizie aprono un mondo che pare infinito. Un villaggio dai muri dipinti di rosso scuro, con vasi di fiori lungo i vicoli ciottolati. Le celle delle Badesse hanno il loro nome sulla porta di ingresso e sono composte di numerose stanze: ingresso con tinello, cucina, camera da letto, bagno e uno o più cortili con camino. Gli arredamenti sono essenziali e austeri ma prevedono sempre un piccolo altare vicino alla zona notte.

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I cortili del Monastero di Santa Catalina

I luoghi comuni sono una grande cucina, un refettorio molto più spartano di quello incontrato visitando i Francescani di Lima, due orti, un lavatoio esterno e un cimitero. Salendo una ripida scalinata si giunge al punto panoramico dove ammirare buona parte di Arequipa ed immaginare anche solo per un attimo quali fossero i pensieri di quelle donne, chiuse per tutta la loro vita dentro alle alte mura.

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2 comments

La Ste 06/08/2014 - 22:53

So di cosa parli e sicuramente non mancherò di citare questo tuo articolo quando ne parlerò sul blog! Io ho visitato il monastero di giorno… Ma di notte, chissà quanto mistero!

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Greta 07/08/2014 - 10:37

Questa chance capitava due volte a settimana e siamo stati fortunati. E’ una visita strana, indipendente, nel silenzio. Non ti sembra di stare in un luogo aperto al pubblico in città. Avvisami quando ne parlerai, farò altrettanto! Due facce della stessa medaglia. 🙂

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