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Il Caminito del Rey, il sentiero più pericoloso al mondo

Il Caminito del Rey è un trekking mitico. Situato nel sud della Spagna, nei pressi di Malaga, è diventato famoso per essere il sentiero più pericoloso al mondo.

A El Chorro, in Andalusia c’è il sentiero più pericolo al mondo: il Caminito del Rey

Come si sviluppa il sentiero del Caminito del Rey

L’avventura al Caminito del Rey inizia con un trekking facile e libero. Si tratta di un sentiero che introduce il trekker all’ambiente circostante gradualmente. Dal ristorante El Kiosko al quale ci si arriva in bus o auto, si aprono due tunnel di diversa lunghezza. Entrambi portano al sentiero sterrato principale che arriva all’ingresso del Caminito. Che si scelga il primo o il secondo si tratta di circa 3 o 5 km di cammino prima del canyon e delle passerelle.

All’inizio del sentiero l’emozione è tantissima: è un percorso storicamente mitico

All’ingresso vero e proprio si viene dotati di caschetto per avventurarsi poi sulle passerelle. Qui inizia lo spettacolare panorama costituito da gole profonde e pareti di roccia dai toni del bronzo, dal fiume che corre rapido e da vallate più ampie di tanto in tanto. Il Caminito è lungo 3 km e ogni 100 m ci sono i segna via che indicano direzione e distanza percorsa.

Se all’inizio si cammina su passerelle in legno, con corrimano e rete di sicurezza, in un secondo tratto si riprende il trekking su sterrato. Qui ci sono anche punti sosta ombreggiati e punti panoramici dove riposare e ripararsi dal sole con vista sul Desfiladero de los Gaitanes.

Il trekking per boschi mediterranei inizia prima del Caminito ed è molto piacevole

L’ultimo tratto è, secondo me, il più affascinante. Costanti sono gli oltre 100 m di strapiombo sotto ai piedi, ma qui si aggiunge un percorso di un valore emotivo ancora maggiore. Le passerelle sono metalliche a maglie larghe. Consentono di vedere maggiori dettagli sotto di sè e di godere maggiormente del brivido dato dal vuoto delle gole profonde.

Inoltre, sotto queste nuove pedane fissate alla roccia, corre parallelo il vecchio sentiero. Immediata è la forte connessione tra passato e presente, tra sentiero più pericoloso al mondo e la possibilità di vederlo oggi e capire cosa significasse davvero. Ho sentito il sangue correre nelle vene delle braccia mentre guardavo attentamente traversini precari, passerelle in cemento crollate, ferrate ancora fissate alle rocce.

Ecco perchè lo chiamavano il sentiero più pericoloso al mondo!

Ho immaginato occhi sbarrati e mani sudate nel dover affrontare passaggi impossibili senza protezione alcuna. Quei trekker erano dei pazzi e degli eroi. Ieri, loro rischiavano la vita per un sentiero mitico e pericoloso. Oggi, noi possiamo ammirare ciò che li avrebbe distratti: il canyon del Desfiladero del los Gaitanes.

Gli ultimi passaggi sono i più delicati e incredibili agli occhi. Sono quelli dei selfie e delle foto di gruppo. Sono quelli che devono rimanere nella memoria di chi ha fatto il Caminito del Rey. Il paesaggio mozza il fiato più del nuovo sentiero, tanta è la sua bellezza.

Le acque chiare del fiume che attraversa il canyon creano oasi quasi caraibiche

Come arrivare a El Chorro

Arrivare a El Chorro non è semplice. Benchè da qui partano i bus che conducono all’imbocco dei sentieri di partenza si fatica ad arrivarci con i mezzi.
Persino l’ente del turismo di Malaga mi ha suggerito di andarci in auto.

Non demordete: da Malaga e da Ronda ci sono treni diretti di Renfe. Purtroppo sono solo tre al giorno e i loro orari sono vincolanti per la prenotazione dell’ingresso al Caminito. Appena usciti dalla stazione di El Chorro, però un pullman è già lì ad attendere i trekker per trasbordarli.

L’alternativa è arrivare ad Alora e prendere un bus locale fino al Caminito. Sul web si dice che ce ne siano, in realtà non ho avuto modo di verificare personalmente nè di conoscere esperienze altrui.

El Chorro è un piccolo villaggio andaluso a 50 km da Malaga. Ci si arriva in treno

Costi e prenotazioni

Per poter percorrere il Caminito del Rey è necessario aver compiuto 8 anni. Questa è l’unica regola scritta. Ovviamente è sconsigliato a chi soffre pesantemente di vertigini, a chi non è autonomo nel trekking, a chi in particolari condizioni atmosferiche potrebbe stare male.

L’ingresso comprensivo di transfer in bus dalla stazione di El Chorro costa 10 euro circa. E’ preferibile prenotarlo in anticipo sul sito ufficiale e scegliere l’orario di ingresso. Qui si possono prenotare anche i tour guidati.

Il treno da Malaga a El Chorro costa 6 euro a tratta.
Suggerisco di acquistare il biglietto di ritorno con prenotazione posto a sedere per evitare di attendere il treno successivo. A me è capitato a metà pomeriggio e attendere due ore e mezza a 40 gradi non è stato piacevole. Credo, invece, che l’ultimo treno delle 18 carichi tutti i presenti alla stazione.

Sfida vinta: ho portato a termine il Caminito del Rey nonostante i 40°C sole a picco

Consigli

Portate con voi molta acqua, specialmente se scegliete di percorrerlo nei mesi caldi.
Non dimenticate barrette energetiche e uno spuntino: ci si impiega dalle 3 alle 5 ore per concluderlo.

Scarpe da trekking leggere, trainers con suola antiscivolo, sandali da trekking sono egualmente idonee.

La crema solare può proteggervi dal sole a picco nelle ore più calde.

La valle dove è inserito il Caminito del Rey offre panorami davvero suggestivi

Indossate il caschetto in dotazione: spuntoni dalle rocce sono frequenti e non servono altri eroi.

Controllate sempre la pagina Facebook del Caminito del Rey: news del giorno, cambi orari di accesso e informazioni varie sono riportate lì.

La sua storia va raccontata

Il percorso originale, a strapiombo sul canyon spagnolo, nacque a inizio Novecento. Lo scopo era tutt’altro che sportivo: il sentiero serviva per raggiungere i punti di manutenzione di un canale sottostante. Tale canale conduceva acqua dalle zone a nord di El Chorro fino a questa località.

Uno dei mille scorci possibili del Caminito del Rey, i passaggi finali del sentiero

Negli anni, il Caminito del Rey diventò mitico per la sua pericolosità. Sgretolandosi e perdendo stabilità e sicurezza, infatti, tale sentiero venne dismesso ma continuò a essere percorso da impavidi trekker. L’alto rischio preso nel percorrerlo spesso si tramutò in tragedia. Chi riuscì a portarlo a compimento prima del restauro del 2014 entrò nella leggenda.

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